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Patrizia Bovi
cantus, arpa gotica
Gabriele Russo
viola, viola da gamba, cornamusa
Goffredo Degli Esposti
zufolo e tamburo, cialamello, flauto dritto
Mauro Borgioni
tenor
Marta Graziolino
arpa
Gabriele Miracle
salterio, tamburello, nacchari
Simone Sorini
contratenor altus

  • Ciaramella mea dolçe
    ballata di Zachara da Teramo
  • Verçeppe
    ballo
  • La Figlia Guglielmino
    ballo
  • Lo mio padre e la mia madre
    canto di anonimo
  • In questo ballo
    canto di anonimo
  • Dance de Cleves
    bassadanza
  • Amis tout dous
    rondeau di Pierre de Moulin (versione strumentale)
  • La belle se siet
    chanson di G. Dufay
  • Morte mercè
  • J’ay pris amour
  • Volta ti in ça Rosina
    ballo
  • Hora may che fora son
    canzona alla napolitana - moresca
  • Falla con Misuras / La Spagna
    bassadanza
  • Amoroso
    ballo
  • Maggio valente
    canto di anonimo
  • E vorrei sapere
    canto di anonimo

Falla con misuras

Canzoni e Danze nelle Corti Italiane del Quattrocento

La musica in Italia durante il XV secolo subì, dopo il risveglio dell’Ars Nova trecentesca, una forte influenza dell’ingente produzione artistica di scuola franco-fiamminga.
Non fu interrotta la creazione di musica originale, ma questa si perse per una preferenza, tutta italiana, di improvvisare o comporre alla mente, quello che invece in Europa, sotto la spinta della scuola franco-fiamminga, veniva sapientemente e accuratamente annotato in preziosi codici musicali.

Nelle nuove corti italiane, votatesi al pensiero umanistico, vennero invitati i più grandi compositori europei, come Dufay o Josquin Des Prez, che portarono il loro nuovo stile e l’unirono al suono della lingua italiana. Insieme a questi furono richiesti anche esperti maestri di danza, perché l’educazione dei giovani fosse più completa possibile (insieme allo svago e al divertimento di tutti), di cui il più grande fu certo Guglielmo Ebreo (autore di un importantissimo trattato di ballo); spesso questi maestri creavono le coreografie dei balli sulla musica improvvisata dai migliori cantanti e strumentisti dell’epoca, altre volte furono loro stessi compositori delle musiche.

Anche gli strumenti musicali furono modificati, avvicinandoci sempre di più a quelli del periodo rinascimentale, pur mantenendo, per lo più, tecniche esecutive legate al secolo precedente. Le ballate e le canzoni, i balli, le bassedanze, (insieme ai rondeau e alle chanson francesi) ,sono le musiche italiane polifonizzate nei due distinti stili: quello nostrano e quello d’oltralpe.