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La compagnia di nobili Fiorentini:
Patrizia Bovi
canto
Adolfo Broegg
liuto
Goffredo Degli Esposti
bombarda, flauto col tamburo, cornamusa
Gabriele Russo
viola
Igor Pomykalo
lira da brazzo, viola da gamba
Olivier Marcaud
canto
Mauro Borgioni
canto
Simone Sorini
canto
Mauro Morini
tromba da tirarsi, trombone
Dani Pelagatti
bombarda
Isacco Colombo
ciaramello,bombarda
Gabriele Miracle
salterio, percussioni
Marta Graziolino
arpa
Véronique Daniels
danza,coreografia

I commedianti:
Carles Masdanza
flauto col tamburo
Ulrich Pfeifer
canto, ghironda
Nando Citarella
canto, percussione
Silvia Paoli
attrice
Carlo Ottolini
attore
Giorgio Branca
attore

Crew
Maurizio Schmidt
Regia e drammaturgia

Daniele Gelsi
Costumi
Patrizia Bovi
Ideazione
Veronique Daniels
Coreografie
Nando Citarella
Danze popolari
Gianni Staropoli
Luci
Giacomo Cova
Assistente costumi / attrezzeria
Ensemble Micrologus
Direzione Musicale

si ringraziano:
Carlo Angeletti - il Teatro degli Instabili di Assisi
La Nobilissima Parte de Sopra di Assisi
Il Professor Francesco Luisi, Università di Parma
Il Professor Enrico Sciamanna

Prologo: Dove si racconta di un gruppo di nobili fiorentini che fuggono da Firenze durante il Carnevale del 1497 per salvare strumenti, libri e opere d’arte dal rogo delle vanità del Savonarola.

Festa Fiorentina in forma di spettacolo

Per contar di frottole

Festa Fiorentina è una rappresentazione musicale su Firenze immediatamente dopo la morte del Magnifico e allo stesso tempo uno spettacolo sull’idea tardo medioevale e rinascimentale della trasformazione; infatti la musica tra fine quattrocento e inizi cinquecento in Italia è caratterizzata da stili intrecciati, influenze della polifonia più ricercata d’oltralpe e motivi popolari continuamente citati nelle composizioni.

Spesso di questi motivi le uniche tracce sono in questi brani, e da qui il nostro lavoro prende inizio, alla ricerca delle forme originarie sulle quali la composizione d’arte ha compiuto le sue trasformazioni stilistiche, nella ben nota tecnica della variazione su modello.

La festa, luogo non convenzionale dove per dimenticarsi della follia oscurantista del Savonarola e del modificarsi dei gioiosi costumi della corte Laurenziana, vede un gruppo di giovani poeti,cantori e musicisti ritrovarsi per ricreare un ortus conclusus e cantare storie, barzellette e per far rivivere i personaggi fantastici della fervida fantasia popolare, vere protomaschere della commedia dell’arte.

L’arrivo di una compagnia di commedianti girovaghi che per far un po’ di soldi recita intermezzi, introduce l’elemento della trasmissione orale di canzoni e farse che nelle diverse regioni si rappresentano, rivelando l’origine delle citazioni dei frammenti melodici che ritroviamo nella costruzione polifonica delle frottole del Petrucci e nei canti carnascialeschi fiorentini.

Dalla musica scaturisce la trama narrativa stessa dello spettacolo; nelle frottole sono contenuti i personaggi: il cito e la cita nella farsa dell’amore felice, il “mariazzo contadino”, le protomaschere della commedia più tarda come Scaramella Scaramouche (una sorta di Pulcinella ante litteram), il lanzo (il capitano), la vecchia maladetta (a volte mezzana e a volte impedimento per l’amore).

Come tutte le fonti dell’epoca ci riportano, i personaggi infine ballano una moresca.

Così come le rappresentazioni legate alle feste rinascimentali,anche il nostro spettacolo è quasi pretesto per raggiungere la messa in scena delle varie moresche, luogo del travestimento, del combattimento,della trasformazione, dell’esotico e dello stravagante. Qui si rappresentano il gioco, l’amore, la guerra, la derisione del potere.

Questi elementi, in un certo senso raffigurazioni archetipiche di ricorrenti condizioni umane,ritornano ciclicamente nei passaggi più difficili della storia: nei giovani descritti nel Decameron che si rifugiano in un dorato confino per sfuggire alla morte nera così come nei nostri personaggi che, per sfuggire alle persecuzioni del Savonarola, cantano di Lorenzo, della vita spensierata a Fiorenza e del bel tempo che pur fugge e di cui bisogna vivere l’attimo.

In questo senso Tiente a l’ora tiente al vento diventa un delicato monito, leggero come la spensieratezza a cui fa riferimento, quella di un mondo preintellettuale legato ai cicli naturali e ai bisogni essenziali, alla giovinezza e all’amore, alla musica e alla danza, nuovi ideali dell’Uomo del Rinascimento.

Prologo: Dove si racconta di un gruppo di nobili fiorentini che fuggono da Firenze durante il Carnevale del 1497 per salvare strumenti, libri e opere d’arte dal rogo delle vanità del Savonarola.
 Pace e Gloria al Gentil lauro (Petrucci frottole libro IV)
 B. Tromboncino: Quando lo pomo vien da lo pomaro (I Fn magl. XIX 164-167, Petrucci XI libro)(I Fn B 2440 )
 Anonymus: Un cavalier di Spagna (I Fn magl. XIX 164-167)
 Antonius Capriolvs: Sotto un verde e alto cupresso (Petrucci frottole libroVIII)
 Antonio Caprioli: E d’un bel matin d’amor (Petrucci frottole XI libro)
Arrivo dei piagnoni...
 D’un bel matin(cit. popolare)
Sfida tra commedianti e nobili
 Canto delle parete canto carnascialesco dove Zaffarino esorta (in modo sconcio e provocatorio) le donne a imparare a cacciar uccelli con le reti (I Fn magl.XIX)
 Ai maroni ai bei maroni canto carnascialesco risposta a tono di Mauro che imitando i venditori di castagne, allude agli attributi maschili dicendo che i marroni gonfiar el ventre fanno (I Fn magl.XIX)
 Che mangerà la sposa... una fagiana grigia (improvvisazione su temi rinascimentale, tradizionale corso e campano)
 MARIAZO (Farsa dove se introduce una Cita, lo Cito, una Vecchia, uno Notaro, lo Prèite con lo Yacono, et uno Terzo).
 Farsa di Pietro Antonio Caracciolo ( Napoli, fine xv – inizio xvi secolo)
 Matrimonio contadino dove si stabilisce che il testimone di nozze sarà (con il consenso dello stolto marito) l’amante della Cita
 Nicolò Pifaro: Per memoria di quel giorno / la mazzacrocca (Petrucci frottole libro VIII)
 L’amoroso contrasto di Giannol e Rosina: dove i nobili e i commedianti raccontano ognuno a proprio modo la storia dell’amore di Rosina e Giannol contrastato dalla vecchia madre
 Nicolò Pifaro:Per amor fata solinga / balloVoltati in za Rosina (Petrucci frottole VIII)
contrasto tra madre e figlia
 Pietro da Lodi: La beltà ch’oggi è divina (Petrucci frottole XI libro)
 Marco Cara: Amerò non amerò (Petrucci frottole XI libro) consiglio di tutti a Rosina: cogli l’attimo, prendi il vento
 Nicolò Broco: O tiente a l’ora (Petrucci frottole VIII)
Farsa dell’amore militare:
 Il Lanzo e Scaramella
 Lanx lanx schute schute canto carnascialesco (I Fn magl.XIX)
 Antonio Stringari: Poi ch’io sono in libertade / Scaramella (Petrucci frottole libroVIII)
 Scaramella va alla guerra (cit popolare) Moresca armata
Allegoria d’amore
 Improvvisazione sulla lira
Dove si racconta dell’arcadia: una ninfa cacciatrice
 Giovanni Lulino Veneto: Nel tempo che riveste il verde (Petrucci frottole XI libro)
 Anonimo All’ombra d’un bel velo madrigale (Petrucci libro XI)
Allegoria dell’amore
 Poi ch’io son d’amor pregione / moresca allegorica (Petrucci frottole XI libro)
Danza dei frati e della vecchia
 Una vecchia sempiternosa (Escorial IV.a.24)
 Una vecchia rencagnata (Perugia Bibl Com Augusta ms 431)
 Moresca grottesca (ballo di san Giovanni)
 Fortuna Disperata / Vidi la forosetta / Voi m’avete svergogniè / Fortuna mangiò biscotti (I Fn magl. XIX 164-167)
 Ludovico Fogliano: Fortuna d’un gran tempo / Che fa la ramacina / E si son / Dagdun Dagdun La Zotta (Petrucci frottole IX libro)