Patrizia Bovi canto (Marion), arpa, buccina in sol
Gabriele Russo viella, buccina in fa
Goffredo Degli Esposti cialamello, flauto col tamburo, flauto traverso, flauto doppio, cornamusa
Mauro Borgioni canto (Tenor, Chevalier e Baudon)
Olivier Marcaud canto (Triplum, Robin)
Simone Sorini canto (Duplum, Compaignie), guinterna, naccarini
François Lazarevic cornamusa in sol, cornamusa in re, flauto traverso
Leah Stuttard arpa
Scena I - Dove Marion si scopre innamorata...
Scena II -Dove arriva il Cavaliere, al posto di Robin...
Scena III - Dove Robin ritrova Marion...
Scena IV - Dove Robin va a cercare dei rinforzi...
Scena V - Dove il Cavaliere rapisce Marion...
Scena VI - Dove Robin è codardo...
Scena VII - Dove si libera Marion...
Scena VIII - Del gioco dei pastori e del gioco del Re e Regine...
Scena IX - Dove avvengono le nozze di Robin et Marion...
Fine del JEU
Capolavoro di teatro con musica composto da Adam de la Halle intorno il 1284 per la corte napoletana di Carlo d’Angiò (il re che vi aveva introdotto il gusto per la cultura, l’arte e la musica francese) è la summa delle sue esperienze di compositore e di jongleur.
Infatti Adam (detto anche Adam “Le Bossu”, il gobbo) fu uno dei pochi compositori medievali a saper creare musica sia monodica che polifonica, grande maestro troviere e poeta francese di tutti i generi musicali del XIII secolo. Della sua produzione poetico-musicale ci restano, documentati in numerosi codici, 36 chansons, 18 Jeu- partis, 16 rondeaux e 5 mottetti. Tra le sue opere poetiche ricordiamo “Le Jeu de la Feuillée”,di 1098 versi, e “Le Roi de Sicile”,di 378 versi.
Opera in lingua neoromanza legata alla nascita del teatro con musica, “Le JEU DE ROBIN ET DE MARION” è una pastourelle i cui temi musicali sembrano essere presi da canzoni popolari per il puro divertissement della corte angioina-francese di Napoli. Vi si racconta la storia di una giovane pastorella, Marion, innamorata di Robin, anche lui pastore, ma allo stesso tempo insidiata da un Cavaliere forte e prepotente. Con l’aiuto di alcuni amici Robin vorrebbe risolvere la pericolosa situazione e...
Ma il “JEU DE ROBIN ET DE MARION” non è solo una pastourelle con musica, ma anche un’importante testo poetico in versi di lingua d’Oil: ne contiene, in rima baciata, circa 750! E, soprattutto, è un’opera di grande significato simbolico, dove ogni nome o azione si presta ad una doppia o plurima lettura epico-erotica, appartenente al mondo dei giochi amorosi di corte e del relativo ribaltamento del corteggiare dell’epoca; per questo destinata ad un pubblico che ne sapeva interpretare il significato e, soprattutto, riderne.
La ricostruzione ha puntato a metterne in luce, per la parte musicale, l’appartenenza alla concezione modale e ritmica dell’Ars Antiqua, scegliendo adeguati strumenti e tecniche esecutive che rivalutassero l’implicita polifonia dell’epoca e, perciò, abbandonando ogni tentativo di semplificazione della musica, cosiddetta, a bordone. Inoltre, ad incorniciare e precisare le varie parti del Jeu, ci saranno alcuni rondeaux polifonici di Adam creati su temi popolari insieme a dei mottetti pluritestuali coevi, sempre riguardanti l’argomento del JEU (di Adam e di vari Anonimi), una chanson ed alcune musiche per danza del genere dell’estampie.
La versione IN CONCERTO che presentiamo senza parti recitate è un libero adattamento della pastourelle con la riscoperta di particolari ruoli e funzione degli strumenti, sia nell’accompagnamento delle voci che nelle polifonie strumentali.
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