Patrizia Bovi canto, arpa, tromba medievale
Gabriele Russo viola, tromba medievale
Goffredo Degli Esposti organo portativo, flauto doppio, cennamella
Mauro Borgioni canto, cimbali
Gianni De Gennaro canto, viola
Ulrich Pfeifer canto, symphonia
Simone Sorini canto, liuto, naccheroni
LAUDI MEDIEVALI
DELLA SETTIMANA SANTA
Patrizia Bovi canto, arpa, buccina
Goffredo Degli Esposti organo portativo, flauto bicalamo, cennamella
Gabriele Russo viola, lira, buccina
Mauro Borgioni canto, cimbali
Ulrich Pfeifer canto, campane, symphonia
Simone Sorini canto, liuto, naccheroni
LAUDI MEDIEVALI
DELLA NATIVITÀ
La musica dell' Italia medievale arriva ai nostri giorni conservata nei più antichi manoscritti musicali della penisola, meno ricchi e numerosi di quelli d'oltralpe, ma certamente significativi nelle loro particolarità.
Le laudi conservate nel codice di Cortona (fine XIII sec.), le polifonie primitive umbre (tra cui quelle di Assisi in stile di cantus planus binatim), le composizioni liturgiche, sono le preziose testimonianze di una vasta tradizione musicale, sicuramente preesistente alla loro stesura, affidata in gran parte alla memoria degli esecutori e quindi persa nel tempo.
La pratica del canto delle laudi presso le varie confraternite (dei Bianchi, dei Flagellanti, ecc.) è attestata per mezzo di precisi riferimenti nelle cronache dell'epoca. Soprattutto è da sottolineare come tale canto fosse uno dei momenti principali di rinnovamento spirituale e di emancipazione delle confraternite medievali dalla tradizione liturgica, punto di forte coesione tra i fratelli che, con cadenza periodica, si riunivano per la preghiera e la lauda.
La lauda delle prime confraternite era un canto semplice, monodico, facile da cantare per tutti i confratelli (almeno nel ritornello), eppure, proprio perché canto corale, sempre ispirato ed emozionalmente profondo. I testi di queste laudi, nei nascenti dialetti, trattavano vari argomenti: canti di lode alla Vergine, sulla Natività, Passione e Resurrezione di Cristo, di lode dei Santi, penitenziali e sulla morte.
Ricordi di questo importante mondo musicale sono vivi all'interno delle più arcaiche tradizioni popolari italiane: le processioni, i canti rituali, le sonate e le danze, i repertori paraliturgici della Settimana Santa rimasti in uso in alcune zone della penisola, sono la sopravvivenza di stili e tecniche musicali, di significati antropologici e sociali, e di una spiritualità, che affondano le proprie radici nel Medioevo e forse anche oltre.
Così voci e suoni quasi completamente dimenticati, che nel mondo attuale sono relegati nel folklorico, rivivono della loro antica funzione, rivelandosi una chiave di lettura di una cultura distante e altrimenti difficilmente comprensibile.
Il concerto, nella sua essenziale ricostruzione, tende alla riproposta non solo degli aspetti propriamente musicali di questo repertorio, ma anche della funzione che queste musiche avevano nel monde dei Flagellanti, delle confraternite dei Laudesi, delle cattedrali romaniche e di Francesco di Assisi, Jacopone da Todi e Raniero Fasani.
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