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Patrizia Bovi canto, arpa
Adolfo Broegg ud (liuto arabo), chitarra latina, chitarra saracena
Goffredo Degli Esposti flauto e tamburo, flauto traverso, cornamusa
Gabriele Russo viella, ribeca, cornamusa
Alessandro Quarta canto
Gabriele Miracle naccarat, darbukka, castagnette

  • 01 A Madre do que livrou
  • 02 Qual è a santivigada
  • 03 Madre de Deus
  • 04 Ben vennas, Mayo
  • 05 Nenbre-sse-te, Madre
  • 06 Quen bõa dona querrà
  • 07 Muito nos faz gran merçee
  • 08 Aver non poderia
  • 09 Ontre toda-las vertudes
  • 10 Rosa das rosas
  • 11 Sabor à Santa Maria
  • 12 Santa Maria valed'
  • 13 Quantos me creveren loaràn
  • 14 Quen à Santa Maria / De todo mal / Quantos me creveren
  • 15 Nas mentes senpre tẽer

Madre de Deus

Cantigas de Santa Maria (Spagna, XIII secolo)

Opus 111, Parigi, 1998


La raccolta delle oltre 400 Cantigas de Santa Maria è uno dei più importanti documenti della poesia religiosa in musica dell'Europa Medievale. Costituisce il prodotto dell'opera di più poeti-musicisti, voluta dal Re Alfonso X di Castiglia e per lui redatto in un preziosissimo codice della la fine del XIII secolo.

I testi

Attraverso il canto monodico si narrano le vicende di numerosi personaggi miracolati dalla Vergine Maria. Queste "cantigas de miragres" (dei miracoli), intervallate ogni dieci da una "cantiga de loor" (di lode), sono raccolte da tutta la tradizione mariana dell'Europa occidentale, e mostrano particolare attenzione agli ambienti sociali più poveri ed emarginati così come a brani di storia sacra. Non meno importanti sono le cantigas che vedono lo stesso re Alfonso ed i suoi sudditi più volte miracolati: in questo caso è proprio il re, abile trovatore, ad innalzare "cantigas de Loores" alla Vergine Santa.

La situazione politico-religiosa della penisola iberica di quel periodo mostra una conpresenza di razze, culture e religioni diverse (arabi, ebrei, cristiani spagnoli ed europei): questo è il tema di alcune cantigas che vedono Maria intervenire a favore delle conversioni religiose e a sostegno dei cristiani minacciati dai mori. In questo universo medievale è presente una continua fusione dell'elemento umano e divino, una sintesi fra il terreno e il soprannaturale, del meraviglioso nel quotidiano.

La musica

Le Cantigas de Santa Maria fanno parte per lingua e caratteristiche musicali del patrimonio culturale iberico in quanto prodotto degli artisti galiziano-portoghesi presenti alla corte di Alfonso X, fermi restando il contributo, i prestiti e le influenze stilistiche della cultura europea del tempo. Da un punto di vista musicale l'opera presenta una commistione di generi provenienti da epoche e regioni diverse: predomina la forma poetico-musicale (ABA) di un ritornello (A) alternato ad una strofa con ripresa finale del ritornello (BA); è presente inoltre il canto gregoriano (l'innodia e la sequenza) e quello trovadorico (la cansò, il rondeau e il virelai); a volte le melodie delle cantigas sono precisamente identificabili nei repertori originali di provenienza: è il caso di Nembressete Madre, la cui melodia è quella di Ab hac familia, tropo dell'offertorio Recordare, virgo madre. L'origine della forma (ABA) non è ancora chiara: è probabile una derivazione dallo ZAJAL arabo o dal VIRELAI francese, pur non escludendo una possibile genesi autoctona.