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Patrizia Bovi canto, arpa, tromba (anafil)
Goffredo Degli Esposti zufolo (cistu) & tamburo, flauto traverso, launeddas, ciaramella(gayta)
Gabriele Russo viella, rebab rabè), cornamusa (gaita), tromba (anafil)
Mauro Borgioni canto
Gianni De Gennaro canto, viella,
organistrum, flauto traverso, ciaramella (gayta)
Gabriele Miracle salterio (canon), naqqara, tarija, pandereta, crotali, campane
Ulrich Pfeifer canto, symphonia, campane
Simone Sorini canto, guitarra morisca
Leah Stuttard arpa, cimbali

MUDEJAR

Begona Olavide salterio, canto
Ramiro Amusategui oud (laud)
Serghey Saprychev percussione

Pierre Wayser
Ludovic Nobileau videografica
Ludovic Nobileau regia video
Toni Casalonga Regia

  • Prologo
  • Virgen Madre groriosa (Festa Virgen n. 2)
  • Como podemos a Deus gradeçer (Festa Jhesu Cristo n.1)
  • Beneyto foi o dia (F. V. 1)
  • O que en coita de morte (Cantigas n. 245)
  • Cantigas de Loor
  • Poys que dos reys (F. J.C. 2)
  • Sempre seja beneita (C. 17)
  • Muito foi noss'amigo Gabriel (F.V. 6)
  • Quen aos servos da Virgen (C. 95)
  • Aver non poderia (F. V. 7)
  • Os sete does (F. V. 8) (fanfara strumentale)
  • Nembressete Madre (F. V. 11)
  • Muito bon miragre a Virgen (C. 225)
  • Como deus è comprida trinitade (FSM 04)
  • Nas coita devemos chamar (C.112)
  • A Virgen S.Maria (C. 8)
  • Beneyta es Maria (F. V. 10)

Nostra Donna in forma di spettacolo

Cantigas de Santa Maria (XIII secolo)
spettacolo con scenografie e video proiezioni

Le Cantigas de Santa Maria e i preziosi codici nei quali sono conservate sono indubbiamente uno dei più grandi monumenti della musica europea di tutti i tempi.
Al progetto Cantigas si dedicò con devozione ed energie Alfonso X, el Rey Sabio, come a nessun altra delle opere culturali che realizzò negli anni del suo illuminato regno.

Questo immenso affresco dedicato alla Vergine prende corpo in una composizione a più livelli: i testi poetici, la musica e le immagini dei preziosissimi manoscritti miniati in cui sono state trascritte le lodi a Maria, i suoi miracoli e brani di storia sacra.

Da queste considerazioni, oltre che dalla ricerca musicologica ed interpretativa, nasce l’idea di questo spettacolo.
Se pure non è certa la funzione delle oltre 400 composizioni arrivate ai nostri giorni, dai materiali melodici utilizzati, così come dai diversi livelli poetici dei testi, è possibile ipotizzare, se non un vero e proprio luogo d’esecuzione delle Cantigas, una probabile collocazione in diversi generi: quello epico-lirico devozionale-paraliturgico e popolare.

Inoltre, ogni cantiga è preceduta nei codici da una didascalia che ne riassume il contenuto, ne spiega il miracolo ed in alcuni casi, nei brani per le Feste della Vergine e per il ciclo di Nostro Signore Gesù Cristo, danno – qui con più diretto riferimento – una collocazione nell’ambito di una precisa festività ed a volte un vero e proprio rituale (ad esempio le processioni).

Da qui la nostra scelta di organizzare lo spettacolo intorno ad una sorta di calendario mariano: partendo da una cantiga dove si ringrazia il Signore per la creazione del mondo del cielo e delle stelle alla festa per la nascita di Santa Maria nel mese di settembre, dalla festa della sua Verginità nel mese di dicembre all’Annunciazione, dalla sua Trinità (in quanto vergine prima durante e dopo il parto di Cristo) all’Assunzione in Cielo con la processione del 15 di agosto e così via.

E intorno al calendario, le storie, i miracoli e le lodi: alla corte del Re Sapiente così come nelle chiese, nelle strade e nelle piazze della Spagna duecentesca.

E intorno alla musica ed ai testi le immagini dei manoscritti dell’Escorial e di Firenze, quadri pittorici su quadri sonori, alla ricerca della chiave di lettura di un mondo lontano nel tempo eppure così vicino alla nostra identità culturale e al nostro immaginario, parte della nostra memoria.